Copertina Gli strumenti degli altri
Collana «Il mestiere si impara» · 5/5

Gli strumenti degli altri

Test, scale e dialogo d'équipe

Un musicoterapeuta entra in riunione d'équipe. Sul tavolo ci sono un punteggio FIM, uno stadio FAST, una CMAI compilata dagli operatori. Tutti sanno leggerli tranne lui — e per un'ora resta l'ospite di una conversazione che riguarda le persone con cui lavora ogni giorno. Questo volume esiste per far finire quell'ora.

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Perché esiste questo repertorio

Il titolo dice la regola: sono gli strumenti degli altri, e conoscerli non autorizza a somministrarli. Dove invece uno strumento è accessibile al musicoterapeuta formato, dentro un protocollo condiviso con l'équipe, la scheda lo dice esplicitamente. La competenza che questo volume costruisce è di lettura, di dialogo e di posizionamento — quella che fa entrare il musicoterapeuta nel ragionamento clinico condiviso da professionista, non da ospite.

Non si legge in poltrona: si tiene aperto sul tavolo, cinque minuti prima della riunione. È l'unico volume dell'opera che non si legge dall'inizio alla fine: si consulta.

Cosa trovi nel PDF (116 pagine)

Cap. 1 — Il contesto preventivo
Gravidanza e post partum, prima infanzia e bonding, screening evolutivo, buon invecchiamento, wellbeing, burnout
Cap. 2 — Il contesto educativo
Disturbi del neurosviluppo, DSA, linguaggio e comunicazione in età evolutiva, disagio scolastico e inclusione
Cap. 3 — Il contesto riabilitativo
Movimento e deambulazione, linguaggio e comunicazione, disturbi cognitivi
Cap. 4 — Il contesto sociosanitario
Geriatria e demenze, psichiatria, oncologia, cure palliative e hospice, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare
Tre fasce di priorità didattica
Il nucleo da conoscere bene, il secondo livello da saper riconoscere, gli strumenti specialistici o di nicchia
Per ogni contesto
Il «set minimo per l'équipe», il glossario alfabetico degli strumenti e la bibliografia essenziale
Per ciascuno strumento: che cosa misura, chi lo somministra, e che cosa il musicoterapeuta deve saperne

A chi è rivolto

  • Musicoterapeuti che lavorano in équipe e leggono cartelle e referti scritti da altri professionisti
  • Tirocinanti che entrano per la prima volta in un servizio e ne incontrano il linguaggio
  • Studenti che cercano un tema di tesi: il repertorio segnala gli strumenti privi di validazione italiana
  • Chi ha letto «Valutare in musicoterapia» e deve scegliere la misura che parla al contesto

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Come citare: Caneva, P. A. (2026). Gli strumenti degli altri. https://canevapaolo.it

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Domande frequenti

Un musicoterapeuta può somministrare test come il MoCA, il PHQ-9 o l'EPDS?

No. Conoscere uno strumento di valutazione non significa essere autorizzati a somministrarlo: la somministrazione e l'interpretazione spettano a chi ha il mandato e la formazione per farlo. Il volume dice per ciascuno chi può usarlo, e dove invece il musicoterapeuta formato può raccogliere un dato dentro un protocollo condiviso.

A che cosa serve allora conoscerli?

A capire cosa sta misurando il collega quando cita un punteggio, a leggere una cartella, a scegliere le misure di un progetto e a scrivere una relazione che l'équipe possa usare. È la differenza tra essere una presenza tollerata e un professionista atteso.

Quali strumenti contiene il repertorio?

Oltre cento test e scale che si incontrano nei quattro grandi contesti di lavoro — preventivo, educativo, riabilitativo, sociosanitario — da MMSE e MoCA a CMAI, GDS, PHQ-9, EPDS, SDQ, Vineland, ESAS e WHOQOL-BREF, con che cosa misurano, come si legge un punteggio e le note per il musicoterapeuta.

Come si sceglie quale misura usare in un progetto?

La regola dell'impianto è che ogni progetto abbia almeno una misura che parli al contesto — e la si sceglie qui — e almeno una misura che veda ciò che accade dentro la musica, che si sceglie nel volume «Valutare in musicoterapia». È la coppia che fa l'impianto.