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Risonanze · Settembre 2026
Il corpo che ascolta
Questo è il numero di settembre 2026 di Risonanze, inviato agli iscritti il 28 settembre 2026. Qui abbiamo corretto gli errori di fatto (li trovi elencati in fondo). Date, scadenze e inviti si riferiscono a quel momento.
L'apertura di Paolo
Comincio con una dichiarazione, perché è giusto così: del convegno di cui ti parlo sono il responsabile scientifico. Quindi prendimi come prendi l'oste quando ti dice che il vino è buono — però è un oste che la vendemmia l'ha fatta insieme a tanti altri.
Sabato 10 ottobre, a Verona, il Conservatorio «E. F. Dall'Abaco», in collaborazione con l'Università di Verona, apre le porte a «Il corpo che ascolta. Musicoterapia e vibroacustica per la salute e il benessere in contesti educativi e clinici», un convegno internazionale.
L'idea si dice in una riga: il suono non arriva solo all'orecchio. Arriva alla pelle, alle ossa, al corpo intero. È la dimensione corporea dell'ascolto, ed è lì che lavora la vibroacustica: suoni trasmessi da un lettino, una poltrona o un cuscino che vibrano. Non è un territorio nuovo: nel 1997 Tony Wigram e Cheryl Dileo curarono Music, Vibration and Health, che le nostre bibliografie citano ancora.
Nuovo è un'altra cosa. Le pratiche vibroacustiche sono cresciute per rivoli separati, ognuno con i suoi apparecchi e i suoi protocolli, e chi le studia, chi le usa in clinica e chi costruisce gli strumenti si incontra di rado. La scommessa è metterli nella stessa sala, su tre filoni: la ricerca e la pratica con persone sane e con persone malate o con disabilità, l'aptica musicale — la musica che passa dal tatto — e le tecnologie indossabili, i dispositivi progettati e costruiti in Italia.
Parlano Jiří Kantor (Olomouc), Elsa A. Campbell (Vienna), Nikolina Mihalić Kocijan (Mali dom, Zagabria), Cristina Dolciotti (AOU Pisana), Diego Kriščák (Mana Music, Malta), Sarajane Williams (Stati Uniti, in video), Luca Turchet (Università di Trento), Riccardo Della Ragione (NeuroCare OdV) e Fabio Ognibeni (Ciresa); dopo i saluti, Lidia Del Piccolo, dell'Università di Verona, inquadra PROBEN2, il progetto nazionale di cui ti dico qui sotto. Si va dal benessere di chi studia alle demenze, dal Parkinson ai bambini con disabilità multiple, fino all'accessibilità dell'ascolto e alla realtà virtuale. E si chiude con una tavola rotonda aperta alle tue domande.
In anteprima, Silvia Maserati presenta il disegno e i primi sviluppi di Con-Tatto Sonoro: uno studio sperimentale controllato, con assegnazione casuale a quattro gruppi, sulla musicoterapia recettiva con tecniche vibroacustiche — arpa dal vivo e lettino sonoro — e lo stress di chi studia all'Università e in Conservatorio, con un'attenzione particolare all'interocezione, cioè la capacità di sentire da dentro il battito, il respiro, i segnali del corpo. Lo studio nasce dentro PROBEN2 (4 Challenges 4 Wellbeing 2.0), il progetto nazionale finanziato dal Ministero dell'Università per il benessere psicofisico di chi studia.
La domanda di fondo della giornata la dobbiamo a Martina de Witte, ricercatrice olandese scomparsa l'11 marzo 2025, che ci ha insegnato a chiederci non solo se gli interventi musicali funzionano, ma attraverso quali meccanismi.
Un anno fa, sempre a Verona, c'era «Risonanze: Comunità Sonore per vivere meglio». Quest'anno dalla comunità scendiamo nel corpo.
Le cose pratiche. Si comincia alle 9 (registrazione dalle 8.30), all'Auditorium Nuovo Montemezzi. È gratuito, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite dal sito del convegno; chi registra la presenza all'ingresso riceve l'attestato di partecipazione, e il patrocinio A.I.M. lo rende valido per la formazione continua di socie e soci. Traduzione simultanea italiano-inglese, conduce Stefania Mattiello.
Vieni. Programma e prenotazioni: www.contattosonoro.eu
Dietro le quinte
Ogni settimana setaccio riviste, banche dati, libri e convegni, e a te ne arriva pochissimo. Questo mese, per esempio, ho lasciato fuori uno studio che prometteva moltissimo: un effetto molto più grande di quelli che la ricerca ci ha abituati a vedere, un centro solo, due autori. Non vuol dire che sia sbagliato; vuol dire che prima di portartelo voglio vedere se qualcuno lo conferma. Scegliere per te è anche questo: sapere che cosa non mettere nel piatto, per ora.
Lo studio che risuona
Il 3 settembre il Nordic Journal of Music Therapy ha pubblicato uno studio belga che fa una cosa rara: chiede agli adulti autistici come vivono l'improvvisazione in musicoterapia, invece di guardarli da fuori.
Tre gruppi di adulti autistici hanno fatto dodici incontri di musicoterapia di gruppo centrata sull'improvvisazione. Dopo ogni seduta c'era un dialogo di gruppo che partiva dalle fotografie scattate dai partecipanti stessi. Da quei dialoghi sono usciti tre temi: orientarsi nell'incertezza musicale; dare forma alle condizioni musicali — chi comincia, con che strumento, quanto forte; rivendicare un'identità musicale.
All'inizio improvvisare è faticoso; poi, quando luogo, tempi e regole diventano prevedibili, la partecipazione si fa più libera e più scelta.
Le nostre parole · 2. Obiettivo

Il mese scorso ti ho raccontato l'humming, e il racconto si chiudeva con una frase che si reggeva tutta su due parole: «sperando che». Rileggendola mi è venuto un dubbio: sperare va benissimo, ma non è un obiettivo.
Obiettivo vuol dire che cosa vogliamo che cambi per quella persona, deciso prima di cominciare. Deve essere una cosa che si può vedere, così che fra qualche settimana si possa verificare se è successa oppure no. E non lo decide il musicoterapeuta da solo: lo si decide con la persona, quando può, e con chi la segue — la famiglia, i medici, le infermiere, gli insegnanti, a seconda del posto.
Guarda come cambia la frase. Prima: uso l'humming per dare a un genitore un modo di esserci con la voce quando non gli viene nessuna canzone, sperando che il suo bambino trovi un suono stabile a cui agganciarsi. Dopo, per esempio: con questo papà — d'accordo con lui, con il neonatologo e con le infermiere — uso l'humming perché riesca a stare accanto all'incubatrice e a dare voce per qualche minuto senza bloccarsi. Fra tre settimane lo guardiamo insieme.
La musica è la stessa. Sono cambiate tre cose: per chi è il risultato che cerchiamo — prima il bambino, adesso il papà, e il bambino ci guadagna un papà che c'è —, con chi ci siamo messi d'accordo, e a che cosa serve. E se l'obiettivo si vede e l'abbiamo scelto insieme, anche tu, genitore, puoi dire se ci siamo arrivati.
Dal mestiere
Qui dichiaro un secondo conflitto d'interessi, così li trovi tutti e due nello stesso numero. Approaches ha aperto il numero speciale (vol. 18, n. 1, 2026) nato dal convegno di Verona di un anno fa, quello che ricordavo in apertura e che Approaches chiama «Resonances: Sounding Communities for Better Living» (3-4 ottobre 2025), e l'editoriale lo firmiamo Enrico Ceccato e io.
S'intitola Inside the community, alongside clinical practice: Community music therapy as social infrastructure, è uscito il 14 settembre in open access, e racconta la musicoterapia di comunità come una «tecnologia sociale» contro l'isolamento — dal carcere alla residenza all'università — seguendo il filo della risonanza di Hartmut Rosa. Leggilo qui.
Il 18 settembre è arrivato il contributo di Even Ruud, Music as a resonant experience – a contribution to health psychology from the discipline of music therapy, anche questo in open access. Ruud vede la musica come un «immunogeno culturale», la medicina popolare del nostro tempo, e propone quattro parole per raccontare il nostro lavoro oltre il sintomo: vitalità, agentività, appartenenza, significato. Leggilo qui. Gli altri contributi del numero arriveranno.
Da tenere nei preferiti: l'EMTC, la confederazione europea delle associazioni di musicoterapia, ha una mappa viva su musicoterapia e salute mentale nei Paesi europei, e per ora 20 Paesi su 34 hanno la scheda online. Quella italiana c'è, la firma Filippo Giordano, e in sintesi dice: forte esperienza clinica in ospedale e sul territorio, ma riconoscimento nazionale disomogeneo e integrazione nei servizi pubblici di salute mentale ancora indietro. Guarda la mappa.
Il libro del mese
The Anatomy of Music Therapy, di Kenneth E. Bruscia (Barcelona Publishers, 2026).
Bruscia è l'autore di Defining Music Therapy, e ha il talento di mettere ordine dove noi mettiamo bandierine. Questa volta prende i quattro quadranti di Ken Wilber e li usa per disegnare una mappa della musicoterapia: ci aggiunge due dimensioni, quella estetica e quella transpersonale, e presenta il tutto come un insieme collegato invece che come una gara fra scuole.
È uscito quest'anno: 112 pagine secondo l'editore, otto capitoli, in stampa e in digitale. Una mappa in cui ognuno trova il suo pezzo senza dover togliere quello degli altri.
L'uscita del mese: Black Creative Healing: Arts-based Approaches to Imagining Liberation and Addressing Race-based Trauma, di Natasha Thomas e Adenike Webb, entrambe musicoterapeute (Jessica Kingsley, 21 agosto 2026, 240 pp.). Parla del trauma legato al razzismo, anche di quello che passa da una generazione all'altra, e di una cura radicata nelle tradizioni creative della diaspora africana. Il contesto è lontano, il tema no: l'arte come infrastruttura di cura dentro una comunità ferita. Scheda.
Dal blog

Due post a settembre, e tutti e due finiscono allo stesso posto: un tavolo.
- Musicoterapia a scuola: come si comincia davvero? — 7 settembre. Per le insegnanti che programmano l'anno: prima di chiamare un musicoterapeuta, chiedere un tavolo.
- In équipe, che lingua parla il musicoterapeuta? — 17 settembre. Il rischio non è essere respinti: è essere accettati al prezzo di parlare la lingua degli altri.
Appuntamenti
Ottobre è il mese dei convegni — L'Aquila dall'8 al 10, Verona il 10, lo stesso sabato — ma la prima voce qui sotto è una scadenza, e comincia giovedì 1° ottobre.
- 1-21 ottobre 2026 · Scadenze dei dottorati AFAM del XLII ciclo: Castelfranco Veneto (dottorato nazionale, 1 ottobre), Palermo Accademia (1), Pescara (3), Roma S. Cecilia (7), Brera Accademia (8), Vicenza (9), L'Aquila (12), Alessandria-Pavia, Piacenza e Teramo (15; Piacenza alle 17), Catania Accademia (21, alle 12). Il dottorato di interesse nazionale «Artistic Research on Musical Heritage» ha un curriculum «Musicoterapia e Neuroscienze»; per gli altri, se hai un progetto fra musica e cura, leggi il bando della singola istituzione prima di costruirci sopra la domanda · Portale del Ministero
- 1-2 ottobre 2026 · Giornate di Benessere Psicofisico attraverso la Musica — laboratori gratuiti, su prenotazione · Conservatorio «A. Vivaldi», Alessandria · Info
- 3 ottobre 2026 · Convegno APIM «Musica, Musicoterapia e Prevenzione» · Sermig, Torino · Info
- 8-10 ottobre 2026 · L'AquilARTHE, convegno internazionale di musicoterapia e arti terapie (Conservatorio «A. Casella», per L'Aquila Capitale italiana della Cultura); ci sarò anch'io · Centro Congressi «Luigi Zordan», Università dell'Aquila · Info
- 9 ottobre 2026, ore 19.15 · Centro Musicoterapia (CMT), incontro di presentazione della Scuola triennale di musicoterapia (preiscrizioni 2026-27 aperte) · Centro PIME, Milano · Info
- 9-11 ottobre 2026 · I Congreso de SOCIEMT / III Simposio Internacional de Investigación y Buena Praxis en Musicoterapia · Málaga (Spagna) · Info
- 10 ottobre 2026 · «Il corpo che ascolta» · Verona (vedi l'apertura) · Prenotazioni
- 17-18 ottobre 2026 · «La Musica che Accoglie — Musicoterapia e didattica inclusiva nelle scuole musicali trentine», esperienze il sabato e workshop la domenica · Castello del Buonconsiglio, Trento · Info
- 17-18 ottobre 2026 · Seminario APIM di musicoterapia e songwriting, con Andrea Golembiewski · Albissola Marina (SV) · Info
- 24-25 ottobre 2026 · CMT, «Musicoterapia Improvvisativa — forme, ambiti, potenzialità», giornata di studi e workshop · Centro PIME, Milano · Info
- fino al 16 dicembre 2026 · Iscrizioni al Master in Musicoterapia dell'Università di Pavia · Pavia · Info
Invito
Una cosa te la chiedo, ed è gratis: rispondi a questa mail. Questo mese, se ti va, raccontami di una volta in cui la musica l'hai sentita col corpo prima che con le orecchie. Oppure, dal lato del mestiere: l'ultimo obiettivo che hai scritto, l'avevi deciso da solo o insieme a qualcuno? Leggo tutto, davvero.
E sabato 10 ottobre, se riesci, vieni a Verona: ci sarò anch'io, e mi farà piacere salutarti.
Se Risonanze ti ha lasciato qualcosa, girala a un collega.
Io mi fermo qui. Ci si risente il mese prossimo — leggeri.
— Paolo
- I dottorati AFAM (Appuntamenti): il numero spedito diceva che nessuno dei bandi elencati nominava la musicoterapia. Il dottorato di interesse nazionale «Artistic Research on Musical Heritage» ha invece un curriculum «Musicoterapia e Neuroscienze».
- Lo studio del mese (Lo studio che risuona): il numero spedito lo dava «in open access». La licenza registrata dall'editore è aperta, ma al 1° novembre 2026 sulla pagina della rivista l'articolo si legge solo a pagamento: l'indicazione è tolta.
- «La Musica che Accoglie» (Appuntamenti): il numero spedito indicava fra parentesi le scuole di musica Eccher e CDM. Le fonti le nominano fra chi ha presentato l'evento, non come promotrici: l'indicazione è tolta.

