Risonanze · la newsletter
Risonanze · Agosto 2026
Non basta cantare, conta come
Questo è il numero di agosto 2026 di Risonanze, inviato agli iscritti il 28 agosto 2026. Qui abbiamo corretto gli errori di fatto (li trovi elencati in fondo) e sistemato refusi, link e immagini. Date, scadenze e inviti si riferiscono a quel momento.
L'apertura di Paolo

Con Giulia a Jyväskylä, in Finlandia — giugno 2004, Sesto Congresso Europeo di Musicoterapia.
Il 31 luglio è morta Giulia Cremaschi Trovesi. Aveva ottantacinque anni, ed è morta a Ponteranica, in provincia di Bergamo.
Ti faccio vedere una foto. Siamo io e lei per strada a Jyväskylä, in Finlandia, al congresso europeo del 2004 — e siamo tutti e due molto più giovani.
Avevo appena cominciato la mia formazione ad Assisi, e Giulia era nella squadra dei docenti. Fu amore a prima vista, e non uso l'espressione per fare colore: lei era esattamente tutto quello che avrei voluto diventare. Per qualche anno, finita Assisi, ho continuato ad andare da lei con regolarità — nel suo studio, a Ponteranica — solo per starmene lì a guardarla lavorare. Non credo di aver mai imparato tanto in vita mia come in quelle ore passate a non fare niente e a guardare.
Poi succede quello che succede a tutti. Le strade si separano, le domande aumentano, e per continuare a crescere ci si sposta verso altre sorgenti. Non è un tradimento: è la ragione per cui una sorgente esiste. Però resta il fatto, e non l'ho mai detto abbastanza: Giulia è stata la mia mamma musicoterapica.
Se guardi cosa ha lasciato, capisci il tipo di persona. Nel maggio del 1991 nasce a Bergamo l'A.P.M.M., un'associazione che porta il suo nome. Il 14 maggio 1998 fonda la F.I.M., la Federazione Italiana Musicoterapeuti. Negli anni della ConfIAM è vicepresidente accanto a Gianluigi Di Franco. Nel maggio del 2018 è fra i docenti di un convegno alla Sala Piatti di Bergamo, organizzato da F.I.M., A.P.M.M. e Conservatorio Donizetti. E nel maggio del 2020, a settantotto anni, la trovi collegata da remoto all'assemblea generale dell'EMTC, come tutti noi, nel mezzo di una pandemia.
Non ha costruito una carriera da solista. Ha costruito posti dove gli altri potessero stare: un'associazione, una federazione, una scuola, un tavolo. È una differenza che a vent'anni non vedi, e che a cinquanta ti sembra l'unica cosa che conta.
Grazie Giulia. E adesso, come diresti tu, andiamo avanti a lavorare.
Dietro le quinte

C'è una parte di questo lavoro che non si vede mai, ed è quella che mi piace di più. Ogni settimana mi siedo al tavolo e setaccio: riviste, banche dati, novità in libreria, locandine di convegni. E di tutto quel mondo, alla fine, a te arriva pochissimo. Non è pigrizia, quel poco: è scegliere per te, perché tu non debba farlo.
Ecco l'essenziale del mese. Buona lettura.
Lo studio che risuona
Il 2 agosto, su Early Human Development, è uscito uno studio italiano che ha una premessa quasi banale e un risultato che non lo è per niente: quando una mamma canta al suo bambino prematuro, conta come canta.
Venti coppie mamma-bambino in Terapia Intensiva Neonatale. A ciascuna mamma è stato chiesto di cantare in due modi: come le veniva spontaneo, e poi in una forma più espressiva — quella voce rivolta al bambino con le vocali allungate, le pause, l'intonazione un po' esagerata che riconosciamo tutti. Per quaranta minuti i ricercatori hanno registrato in continuo la frequenza cardiaca, la saturazione e, con la spettroscopia nel vicino infrarosso, quanto ossigeno arrivava davvero al cervello e all'intestino del bambino.
Il canto espressivo ha aumentato l'ossigenazione cerebrale e ha ridotto la quota di ossigeno che il tessuto era costretto a estrarre. Gli altri parametri sono rimasti stabili. Detto in modo semplice: con quella voce lì, il cervello del prematuro ha ricevuto più ossigeno e ha dovuto faticare meno per prenderselo.
Le nostre parole · 1. Humming

Comincia qui una rubrica che avevo in testa da un po': una parola del nostro lavoro per numero, spiegata senza dare per scontato che tu sappia leggere uno spartito — e sempre insieme al motivo per cui la si usa.
Cominciamo dalla più semplice, che è anche la più sottovalutata. Humming vuol dire canticchiare a bocca chiusa. Nient'altro. Nessun testo, nessuna canzone, nessuna nota giusta da azzeccare: solo la voce che vibra con le labbra unite.
In terapia intensiva neonatale è spesso la prima cosa che un genitore riesce a fare. Perché a un papà terrorizzato davanti a un'incubatrice puoi chiedere di cantare Ninna nanna ninna oh e vederlo bloccarsi — non gli viene niente, non si ricorda le parole, si vergogna del suo orecchio. L'humming toglie tutti gli ostacoli in un colpo solo: non serve repertorio, non serve intonazione, non serve nemmeno aprire la bocca. E ha due vantaggi che le parole non hanno: è un suono continuo e prevedibile, e si sente anche con il corpo, perché vibra.
Detto nel modo in cui a me piace dirlo: uso l'humming per dare a un genitore un modo di esserci con la voce quando non gli viene nessuna canzone, sperando che il suo bambino trovi un suono stabile a cui agganciarsi.
Non è un trucco da musicisti: è la porta d'ingresso. Poi, quando quella porta è aperta, arrivano le ninne nanne della famiglia, la lingua di casa, le canzoni che nessun manuale conosce. Ma prima viene questo.
Dal mestiere
Resto in incubatrice, perché a luglio è successa una cosa italiana che merita più di una riga.

Da sinistra: Anna Buonomo (Rimini), Marina Elizabeth Caputo (Avellino), Roberta Avanzini (Parma), Barbara Sgobbi (Varese). Foto mia, dalla sala.
Al Congresso mondiale di musicoterapia di Bologna si è tenuta la prima tavola rotonda italiana dedicata alla musicoterapia in Terapia Intensiva Neonatale. Non un intervento isolato: quattro reparti, quattro città, quattro professioniste che finalmente si sono sedute allo stesso tavolo davanti a un pubblico internazionale — Barbara Sgobbi per il Filippo Del Ponte di Varese, Anna Buonomo per l'Infermi di Rimini, Roberta Avanzini per il Maggiore di Parma, Marina Elizabeth Caputo per il Moscati di Avellino.
Quello che mi colpisce non è il fatto in sé, ma cosa dice. Primo: in quelle quattro TIN la musicoterapia non è un'ospite gradita, è dentro il modello di cura — famiglia al centro, neuroprotezione, genitori che diventano parte attiva e non visitatori. Secondo: nessuno di quei progetti sta in piedi da solo. Ci sono ospedali, primari che ci hanno creduto, e associazioni che li finanziano — a Rimini il progetto è nato addirittura da una raccolta fondi di un'associazione di genitori. Terzo, e per me è il punto: i quattro reparti sono diversissimi tra loro, per edificio, per cultura, per risorse. Eppure il metodo tiene. Vuol dire che non stiamo parlando di quattro talenti personali, ma di qualcosa che comincia a somigliare a una pratica trasferibile.
Se ti occupi di perinatale e vuoi vedere come si racconta un lavoro del genere per iscritto, Anna Buonomo e colleghi — fra cui Barbara Sgobbi — hanno pubblicato su Voices il resoconto del lavoro nella TIN dell'Ospedale Evangelico Betania di Napoli: Implementing Live Music Therapy in a Level III NICU in Italy in Synergy with an Existing Positive Touch and Babywearing Program.
Da scaricare
Due documenti ufficiali, gratuiti, in italiano. Di quelli che ti salvi una volta e usi per anni.
- La nuova definizione WFMT di musicoterapia, tradotta ufficialmente. Dopo il congresso di Bologna la Federazione mondiale ha pubblicato le traduzioni della definizione rivista, con i documenti ufficiali e le card da condividere. Se a luglio ti sei arrangiato con una traduzione tua — io l'ho fatto, e nel post del 26 si vede — adesso c'è quella buona, da incollare nei tuoi materiali senza doverti giustificare. Vai alla pagina
- Le linee guida WFMT sulla formazione in musicoterapia, in italiano. Aggiornate nel 2021 dalla Commissione Educazione e Certificazione della Federazione mondiale, dicono cosa deve contenere un percorso formativo serio — e citano le specializzazioni, dalla musicoterapia neurologica alla NICU-MT, come un livello ulteriore rispetto alla formazione di base. Scarica il PDF
Il libro del mese
Music, Time, and Self: A Time Model for Nordoff-Robbins Clinical Improvisation, di Tamar Hadar con Kenneth Aigen (Barcelona Publishers, 2025).
Il tempo è la materia prima dell'improvvisazione clinica, e quasi nessuno l'ha mai messo al centro di un modello. Hadar lo fa: rilegge le sedute improvvisative di Nordoff e Robbins con dieci bambini e ne ricava quattro fasi temporali — la cornice temporale dilatata, il suonare in sincronia, la cornice emotiva del tempo, le discrepanze di sincronizzazione — agganciandole alla teoria stratificata del Sé di Daniel Stern e agli approcci intersoggettivi.
E non si ferma alla teoria: nel volume ci sono una griglia di valutazione e indicazioni concrete per l'intervento. Per chi improvvisa in seduta è il tipo di libro che dà nomi precisi a cose che le mani sanno già fare — che poi è il momento esatto in cui una pratica smette di essere un dono personale e diventa un metodo. Ne trovi anche una recensione su Voices. Disponibile in stampa, PDF, EPUB e MOBI.
Dal blog

Due post ad agosto, e sono due facce dello stesso mestiere.
- Musicoterapia in incubatrice: funziona davvero con i bambini prematuri? — 7 agosto. Cosa dice la ricerca sulla musicoterapia in TIN, senza sconti e senza entusiasmi.
- Perché si lascia la musicoterapia? — 17 agosto. Il pezzo che avevo promesso: chi se n'è andato, e perché quasi mai è colpa del carattere.
Appuntamenti
Settembre riparte tutto insieme, e diverse scadenze cadono prima di quanto ricordi.
- 1 settembre – 4 ottobre 2026 · NMT® Training Institute (Academy of NMT con ArtEZ) · Online + Enschede (Paesi Bassi) · Info
- Settembre 2026 · Avvio della nuova edizione del Corso triennale di Musicoterapia CESFOR · Bolzano · Info
- 15 settembre 2026 · Scadenza abstract, 12th Nordic Music Therapy Conference 2027 · Hveragerði, Islanda · Info
- 15 settembre 2026 · Scadenza call, Online Conference for Music Therapy 2027 · Online · Info
- 17-19 settembre 2026 · Stage residenziale, Scuola Triennale di Musicoterapia Dinamica · Casa Cares, Reggello (FI) · Info
- 30 settembre 2026 · Scadenza iscrizioni, Master in musicoterapia in oncologia e cure palliative, VII ed. (Echo Art / Fondazione Tempia) · Biella + Genova + online · Info
- 3 ottobre 2026 · Convegno APIM «Musica, Musicoterapia e Prevenzione» · Sermig, Torino · Info
- 21 settembre 2026, ore 23.59 · Scadenza domande per il Dottorato di ricerca artistica XLII ciclo (pagamento entro il 20 settembre) · Conservatorio S. Cecilia, Roma · Info
- 7 ottobre 2026 · Scadenza degli altri bandi di dottorato XLII ciclo del S. Cecilia · Roma · Info
- 17-18 ottobre 2026 · Seminario APIM di Musicoterapia e Songwriting, con Andrea Golembiewski · Albissola Marina (SV) · Info
- 24-25 ottobre 2026 · CMT, «Musicoterapia Improvvisativa — forme, ambiti, potenzialità» · Centro PIME, Milano · Info
Invito
Una cosa che forse ti è sfuggita, visto che l'ho messa online in un mese in cui erano tutti al mare: sul sito trovi ora i cinque volumi della collana «Il mestiere si impara» — Osservare, Progettare, Il quaderno, Valutare, Gli strumenti degli altri. Sono gratuiti, sono in licenza aperta, e sono nati dalle domande che mi fai tu. Li trovi con le altre monografie nella pagina Risorse.





E poi una cosa te la chiedo, ed è gratis: rispondi a questa mail. Questo mese, se ti va, raccontami chi è stato il tuo maestro — quello che a un certo punto hai smesso di frequentare, e a cui però devi il mestiere che fai. Leggo tutto, davvero.
Se Risonanze ti ha lasciato qualcosa, girala a un collega.
Io mi fermo qui. Ci si risente il mese prossimo — leggeri.
— Paolo
- Le linee guida WFMT (Da scaricare): il numero le presentava come linee guida per la specializzazione in musicoterapia in Terapia Intensiva Neonatale. Sono le linee guida sulla formazione in musicoterapia in generale; la specializzazione neonatale vi è solo nominata.
- Il Dottorato di ricerca artistica del Conservatorio S. Cecilia (Appuntamenti): la scadenza non era il 7 ottobre ma il 21 settembre 2026; il 7 ottobre valeva per gli altri bandi di dottorato.
- Il convegno APIM di Torino del 3 ottobre si intitola «Musica, Musicoterapia e Prevenzione».
- La data del congresso di Bologna nella rubrica sulla TIN: era di luglio, non di agosto.
- Giulia Cremaschi Trovesi nel maggio 2020 aveva settantotto anni, non settantanove. E del convegno del 2018 alla Sala Piatti di Bergamo il numero spedito diceva che lo «organizza» lei: ora dice che era fra i docenti di un convegno organizzato da F.I.M., A.P.M.M. e Conservatorio Donizetti, che è ciò che documenta la fonte.
- L'articolo su Voices sulla musica dal vivo in TIN è di Anna Buonomo e colleghi (fra cui Barbara Sgobbi), e il titolo completo è Implementing Live Music Therapy in a Level III NICU in Italy in Synergy with an Existing Positive Touch and Babywearing Program.
- Due riferimenti di tempo sistemati: «a luglio» invece di «l'anno scorso», e «nel post del 26» invece di «nel post di luglio».

