Skoog per la musicoterapia

Skoog per la musicoterapiaSkoog per la musicoterapia è la domanda che mi pongo dopo aver scovato on line questo dispositivo. Apparentemente sembra un normale cubo gommoso, molto simile a quei giochi morbidosi che si comprano per i bambini molto piccoli, pensati per essere resistenti alle varie modalità esplorative usate dagli infanti (lanci, morsi, pugni ecc.). Appena si scava un po’ sulle caratteristiche dello Skoog appare immediatamente un mondo completamente diverso. Dal sito della casa produttrice scopriamo che “questo rivoluzionario cubo tattile cambierà il modo di imparare, suonare e godere della musica. Skoog è una potente e divertente interfaccia che si collega all’iPad aprendo il mondo della musica suonata a tutti incluse le persone con diverse abilità“. Proprio quest’ultima affermazione ha attratto la mia curiosità. Uno Skoog per la musicoterapia forse non è poi una possibilità così assurda. Se avrete voglia di vedere con i vostri occhi, di seguito vi metto il link ad un video molto  molto bello dove è possibile farsi un’idea di alcune delle possibilità offerte da questo innovativo dispositivo. La pagina dove il video è ospitato vi permetterà di curiosare in un sacco di altri video sempre dedicati allo Skoog. Intendiamoci: Skoog non è la prima device che il mondo tecnologico propone al mercato della musicoterapia. Di sicuro però questo cubo ha enormi potenzialità grazie alla semplice programmazione che possiamo fare connettendolo wireles all’iPad. Uno dei punti meno felici di questo giocattolo elettronico evoluto è il costo. Se andate alla pagina di Apple dove viene pubblicizzato come “interfaccia musicale tattile” scoprirete che costa poco meno di duecentoottanta euro. Lungi da me l’intenzione di sottostimare il lavoro di progettazione, realizzazione e commercializzazione del prodotto ciononostante non vi nego un attimo di sconforto quando ho letto la cifra. In conclusione: una parte di me, legata allo strumentario “acustico” mantiene una piccola riserva su tutto ciò che non vibra, non risuona, non oscilla usando legno, corde, martelletti, archetti, pece, ancie ecc…ma non nego neppure la curiosità l’entusiasmo che mi abitano ogni volta che scopro come l’intelligenza umana riesca a trovare nuove soluzioni che permettano a tutti di avvicinarsi a questa meravigliosa dimensione che è il “fare musica“.

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