Musicoterapia e animazione musicale con gli anziani: un confronto 

musicoterapia e animazione musicaleMusicoterapia e animazione musicale con gli anziani: un confronto. Un grande titolo per un argomento molto caldo.  Infatti uno degli temi maggiormente discussi da chi fa musicoterapia è proprio il confronto tra musicoterapia  e animazione musicale o per usare una definizione più vicina alla dicitura anglofona tra musicoterapia e musica ricreativa.
Ad aggiungere spunti di riflessione a questo topic ora c’è anche uno studio molto recente che raffronta stili, modelli e tecniche di questi due ‘territori’ con anziani depressi. L’ormai noto Christian Gold con altri due colleghi  Wener, Wosch ha condotto uno studio in due casa di cura per anziani tedesche. 117 partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi divisi per reparti. 62 persone hanno preso parte al gruppo bisettimanale di musicoterapia interattiva per 20 incontri di 40 minuti ciascuno, 55 persone invece hanno preso parte al gruppo ricreativo di canto che si è svolto una volta alla settimana per 10 settimane per una durata di  90 minuti.  Il livello dei sintomi depressivi è stato valutato usando la Montgomery-Asberg Depression Racing Scale prima dell’inizio della ricerca e successivamente alla & e 12 settimana.
I risultati della ricerca indicano che i partecipanti al gruppo di musicoterapia interattiva hanno avuto una riduzione decisamente più significativa dei sintomi depressivi rispetto ai partecipanti al gruppo dove semplicemente si cantava.
L’articolo è interessante perché raffronta la partecipazione attiva gestita da un musicoterapista formato rispetto al semplice cantare insieme. Tutti noi abbiamo almeno una volta sentito o pronunciato il vecchio adagio “Canta che ti passa” che testimonia come fare musica con la propria voce sia una attività che rasserena e distrae da pensieri a volte disfunzionali.Tuttavia questo articolo porta alcune argomentazioni suffragate da evidenze numeriche di come il semplice fare musica (in questo caso con la voce) non sia così efficace quanto la partecipazione musicale facilitata da un musicoterapista terapista formato in tal senso.
L’approccio musicoterapico alla base dello studio citato è olistico e centrato sulla persona. Nel gruppo musicoterapico oltre a cantare è stata proposta una attività di musicoterapia ricettiva, di movimento sulla musica e di improvvisazione strumentale. Al termine di ogni sessione poi era incluso anche un momento di restituzione verbale.
Buona lettura a tutti!!
Per avere qualche info in più cliccate sul link qui di seguito:

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