Da grande farò l’accordatore

da grande farò l'accordatoreDa grande volevo fare il pianista, muovere l’anima del pubblico facendo vivere il pianoforte, toccare i tasti dello strumento in modo unico…sentire l’ebrezza che ti da la riconoscenza di un mondo di ascoltatori quando con il loro applauso ti nominano per un istante il lorodio…sì…certo che sì…ci ho provato….maledettamente…. ma non ci sono riuscito. Troppa responsabilità: tutte le note giuste, nessuno spazio d’errore…
Allora quasi senza rendermene conto, senza soluzione di continuità, mi sono detto: “Farò il voltapagine“. Starò comunque vicino al pianoforte….vicino al pianista… ma soprattutto vicino all’applauso del pubblico…e anche se non sarà per me… almeno sarò il più vicino possibile a dio….molto più vicino di qualsiasi persona seduta in platea…..in fondo pensavo che potevo farcela…mi sarei impegnato al massimo… sarei stato bravo come nessun’altro a girare le pagine.
Chissà…magari un giorno il pianista, nel bel mezzo di un applauso, si sarebbe voltato verso di me e mi avrebbe permesso di sedermi allo sgabello…avrebbe chiesto alla platea in visibilio di ascoltare un valente talento …
Ma anche questo non è successo per quanto io ci abbia messo tutto il mio impegno nel girare le pagine. A ben pensarci probabilmente anch’io se fossi diventato pianista me ne sarei beatamente strafottuto del mio voltapagine al termine di un concerto e mi sarei preso beato tutti gli applausi del pubblico.
Rimasi impantanato in quel sogno per molto molto tempo. Poi pian piano, ma molto piano, capì che avevo completamente dimenticato un personaggio: l’accordatore… sì… quello che non si nomina mai…che lavora in uno sgabuzzino con attrezzi antichi e semplici…dei tamponi di feltro da usare come smorzi e un giraviti con il manico di legno…quello che permettere al pianoforte di cantare la sua storia…un conoscitore di ogni corda dello strumento…un affascinante ascoltatore della frequenza…un innamorato della vibrazione…quello che ha il segreto dell’armonia prima ancora che le note vengano scritte in un pentagramma…prima che il dito del pianista agisca sulla leva che aziona il martelletto e sollevi gli smorzi…sì…l’accordatore è il più vicino al cuore dello strumento…più del pianista…
Adesso è un pò più chiaro….mi sembra almeno…va bene… lo dico: “Da grande voglio fare l’accordatore“…meglio tardi che mai….e magari nel frattempo, mentre studio, provo a parlare con qualche voltapagine ancora impigliato nel sogno dell’applauso…

* per quei pochi che necessitassero di una legenda
Pianoforte: l’altro da me che non è felice (paziente, cliente, la società, il mondo, ecc.)
Pianista: lo psicologo, lo psicoterapeuta, il medico, lo scienziato, il prete,
Applauso del pubblico: la sensazione e l’esperienza di potere trasformativo su altri da me
Voltapagine: il musicoterapeuta
Accordatore: io

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